Eugenio Finardi: La radio

•18 maggio 2010 • Lascia un commento

Eugenio Finardi è un cantautore italiano originario di Milano.Figlio di madre statunitense (cantante lirica) e padre bergamasco (tecnico del suono), ha doppio passaporto italiano/americano. Dopo l’incisione di un disco di canzoni per bambini all’età di nove anni (“Palloncino rosso fuoco”), “Gege” (così era conosciuto nell’ambiente musicale di quegli anni) inizia la carriera negli anni settanta come musicista rock, in gruppi quali i Tiger, Il Pacco e L’Enorme Maria dove ha modo di conoscere il giovane chitarrista italo-brasiliano Alberto Camerini.
Inizia la sua carriera da solista nel 1975 pubblicando il suo primo album d’inediti,ma è con il secondo album,dal titolo Sugo,che Finardi comincia a fare breccia tra il grande pubblico.
Il brano che vi proponiamo è proprio tratto da Sugo e s’intitola La radio,che insieme a Musica ribelle è stata la hit di questo disco nel 1976.Il brano ha una storia particolare in quanto è nata come jingle di Radio Popolare per poi diventare l’inno di tutte le radio libere che all’epoca nascevano come funghi in Italia e oltre confine.
Tra i musicisti, oltre ad Alberto Camerini e Walter Calloni della band giovanile de Il Pacco, ci sono i musicisti degli Area che gravitavano nella Cramps di Gianni Sassi, fucina del rock milanese del tempo.

Echo & The Bunnymen: The killing moon

•18 maggio 2010 • Lascia un commento

Gli Echo & the Bunnymen sono un gruppo post-punk formatosi a Liverpool nel 1978. Inizialmente il gruppo era composto da Ian McCulloch, Will Sergeant e Les Pattinson.L’album di debutto del trio fu pubblicato nel 1980 e s’intitolava Crocodiles.
Negli anni ’80 la band si distinse per essere una delle più prolifiche dal punto di vista discografico in quanto dal 1980 al 1984 pubblicò praticamente un album all’anno,il secondo dei quali,Heaven up here del 1981,fu quello del loro definitivo successo.
Il brano che vi proponiamo oggi è il più famoso della band,s’intitola The killing moon e fa parte dell’album Ocean rain del 1984.Il singolo raggiunse la posizione numero 9 della single charts del Regno Unito.
Il brano nacque in maniera singolare.Una mattina Ian McCulloch si svegliò con in testa una frase che lo ossessionava:”fate up against your will”.Diventerà il punto cardine di tutto il testo.
The killing moon è stata anche colonna sonora di molti film e serie televisive,il più importante dei quali è certamente Donnie Darko del 2001.

Queen: Under pressure

•18 maggio 2010 • Lascia un commento

I Queen non hanno nemmeno loro bisogno di presentazione:uno dei più grandi gruppi rock britannici insieme a Beatles e Rolling Stones.Freddy Mercury,Brian May,John Deacon e Roger Taylor fondano la band a Londra nell’ormai lontano 1971.Freddy Mercury in seguito dichiarò:”Ho pensato al nome Queen. È solo un nome, ma è molto regale ovviamente, e suona benissimo. È un nome forte, molto universale e immediato. Ha molte potenziali visuali ed è aperto a tutti i tipi di interpretazioni”.
Il successo non arrivò nell’immediato,in quanto almeno fino al 1975 le produzioni studio dei Queen videro riconoscimenti nel Regno Unito ma certamente si era ancora ben lontani dal successo planetario che cominciò ad arrivare con l’album A night at the Opera e il singolo Bohemian rapsody proprio del 1975.
Il brano che proponiamo oggi è uno dei live più entusiasmanti che Freddy Mercury & Co. abbiano mai proposto al loro vasto pubblico.S’intitola Under pressure,è del 1982 ed è contenuto nell’album Hot space,pubblicato il 21 Maggio di quell’anno.Il brano scelto non è certamente uno qualunque,in quanto rappresenta la prima vera collaborazione della band con un altro grande artista,David Bowie.
Inizialmente Under Pressure non era nei piani della band e di Bowie, perché il cantante doveva solamente fare una voce nella canzone Cool Cat, sempre del disco Hot Space. Quando finirono le registrazioni Bowie non fu contento del risultato, così lui e Freddie Mercury decisero di scrivere il brano.Il ritmo del basso fu inizialmente attribuito a David Bowie, ma in un’intervista a Brian May e Roger Taylor, i due componenti dissero che l’idea fu di John Deacon.La canzone inizialmente fu chiamata People On Streets, ma poi variò in Under Pressure.
La versione live come potete vedere in questo video è leggermente più veloce di quella registrata in studio.In questo video è ritratta la performance dei Queen di Under pressure senza Bowie in uno dei mitici concerti che la band tenne allo stadio di Wembley nel 1986.

Coolio: Gangsta’s paradise

•17 maggio 2010 • Lascia un commento

Coolio, pseudonimo di Artis Leon Ivey Jr,è un rapper e attore statunitense originario di Compton.E’ senz’altro uno dei rapper più quotati in America,passato alla storia per il singolo che vi proponiamo oggi,ovvero Gangsta’s paradise del 1995.
Il brano è contenuto nell’omonimo album pubblicato lo stesso anno,ma divenne famosa grazie al film di cui è colonna sonora dal titolo Dangerous minds,in Italia Pensieri pericolosi la cui protagonista è Michelle Pfeiffer.
La musica del brano è una elaborazione di Pastime Paradise di Stevie Wonder, il cui testo fu cambiato da Coolio per essere più attinente all’argomento della vita in strada. La canzone comincia con un passo dal salmo 23 della Bibbia (e la musica di sottofondo assomiglia ad un coro religioso), divergendo ad un certo punto e cambiando il testo,che converge sulla polemica sociale contro il ghetto e la vita da strada.
Il video prodotto per “Gangsta’s Paradise” è stato diretto da Antoine Fuqua per la Propaganda Films, e figura la partecipazione di Michelle Pfeiffer, che riprende il ruolo che ha nel film Pensieri pericolosi. Il video ha vinto l’MTV Video Music Award come “miglior video rap” nel 1996.

Zucchero: Menta e rosmarino

•17 maggio 2010 • Lascia un commento

Siamo in Italia,e certamente Zucchero è uno di quegli artisti che meglio ci rappresenta nel mondo.Oggi vi proponiamo un brano bellissimo datato 1996 dal titolo Menta e rosmarino.
La canzone è uno dei 3 inediti contenuti all’interno della raccolta The Best of Zucchero Sugar Fornaciari’s Greatest Hits dello stesso anno.L’album ha riscosso uno strepitoso successo di vendite vendendo più di 3.000.000 di copie in tutto il mondo. In Italia l’album ha raggiunto 11 dischi di platino restando al primo posto in classifica per 6 settimane.
Sul significato del testo della canzone Zucchero stesso ha dichiarato:” E’ una domanda che mi sento rivolgere spesso.E allora fornisco volentieri l’ennesima spiegazione: “Perchè Menta e rosmarino?Per valorizzare tutto quello che ci appartiene: i nostri luoghi, il paesaggio, i personaggi, i racconti, la storia comune, la mentalità, l’insieme delle regole condivise e poi ancora la lingua (il dialetto), i profumi, le voci, gli odori, le rabbie, le canzoni,le leggende, i gusti, le paure, gli incontri, le politiche, le contaminazioni e tutto quello che concorre a formare la nostra identità culturale”.E poi ancora, come dice romanticamente il sottotitolo, per dare “gusto, profumo e sapore” alle cose del paese.Vivere in questi luoghi ha sempre rappresentato per me un privilegio, quasi una specie di “noblesse”; Menta e Rosmarino vuole valorizzare questo privilegio anche attraverso un’analisi del passato ed introdurci quindi con consapevolezza storica in un presente sempre più difficile da declinare.
La canzone però,è anche dedicata alla sua ex moglie, al rapporto difficile che il cantante stesso aveva con lei(“se per farmi male ti amai”) e al momento in cui se ne è andato da lei per tornare a vivere da solo(“e qui che a casa mia ormai ritorno”). Poi ovviamente c’è sempre il richiamo alla natura e ai paesaggi campagnoli tanto cari a Sugar, usate come in altri testi per descrivere lo stato d’animo del protagonista della song.
Inoltre il “Menta” del titolo è Zucchero, il “Rosmarino” l’ex moglie o viceversa. E’ cmq una metafora per dire che i due erano praticamente 2 persone differenti, come a dire…”siamo cane e gatto”, “siamo menta e rosmarino”.

Tears for fears: Shout

•17 maggio 2010 • Lascia un commento

I Tears for fears sono un gruppo musicale britannico appartenente al filone pop-new wave degli anni ’80.Vantano 6 album studio,un album live e 4 raccolte.Particolarità di questa band è senza dubbio il fatto che nasce come un duo,ovvero Roland Orzabal e Curt Smith,originari della cittadina inglese di Bath,che una volta sciolta la loro prima band,i Graduate,fondano nel 1981 un gruppo chiamato The History of Headaches che diverrà presto Tears for fears.
Il progetto fu per Orzabal e Smith quello di formare il nucleo del gruppo e di attorniarsi di musicisti per completare il quadro.Ma l’intento non durerà per molto,poichè nel 1991 Smith lascerà per intraprendere strade diverse.La band comunque ottiene un grandissimo successo tra il 1983 e il 1993 e il brano che vi proponiamo oggi è una delle loro hit di maggior successo,Shout.
Shout è il secondo singolo estratto da quello che forse è l’album più bello in assoluto prodotto dal duo britannico,ovvero Songs from the big chair del 1985.Il testo è una denuncia politica contro lo spettro della guerra fredda che ancora imperversava in quegli anni:in pratica è un incoraggiamento a protestare contro i protagonisti del conflitto.
Il video che vedete è quello ufficiale,girato nel 1984 e prodotto da Nigel Dick.Shout raggiunse all’epoca la prima posizione della classifica di vendite di ben 10 paesi nel mondo (tra cui gli USA),la seconda posizione in Italia,la quarta nel Regno Unito.

Bruce Springsteen: The River

•17 maggio 2010 • Lascia un commento

The River è il brano di punta del quinto album di Bruce Springsteen, dall’omonimo titolo,pubblicato nel 1980.
Ormai Bruce Springsteen in questo periodo aveva già raccolto critiche positive e una schiera di fans invidiabile che lo aveva già consacrato ad icona del rock, citato da molti come eroe della classe operaia (Working Class Hero).In piena fase creativa e senza particolari ostacoli commerciali, Springsteen propone un esperimento abbastanza insolito per il periodo: un album doppio, ovvero 20 canzoni inedite.Esperimento da molti considerato azzeccato: tutto l’album diventa come un libro, accompagnato da musiche molto melodiche, ballate e testi molto più liberi: tenendo cari i suoi temi da sempre trattati, questo disco diventa ancora più on the road, affrontando il tema dell’amore in modo più maturo, a volte cinico, continuando ad approntare metafore sempre più fini tra il senso della vita e il viaggio. A tratti l’album è acustico, in altre tutto il suono della E Street Band è deciso ed imponente, rendendo più orecchiabili e filanti i pezzi rock e anche le ballate r&b.
Il singolo The River che vi proponiamo oggi in versione live,è l’ultima traccia del primo disco del doppio album del 1980.La canzone fu eseguita in pubblico per la prima volta al concerto Musicians United for Safe Energy al Madison Square Garden nel settembre del 1979, molto prima di essere pubblicata.
Il brano si inserì in tutte le classifiche europee e in quella statunitense, e in particolare raggiunse il 5# posto in quella norvegese del 1981. Diventò quindi uno dei singoli di maggior successo di Springsteen. Nel 1995 fu inserito anche nell’album Greatest Hits e nel 2003 in The Essential Bruce Springsteen.
Il video che vedete è tratto dal dvd live che il Boss registrò in occasione dei concerti del 30 Giugno e 1 Luglio 2000 al Madison Square Garden di New York.